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DI LETTURA

TARI attività alberghiera. Richiesta riduzioni per attività svolta parzialmente

QUESITO

Una impresa nel maggio del 2021 ha iniziato un’attività alberghiera nel nostro Comune.

All’inizio dell’attività veniva fornito solo il servizio di pernottamento senza servizio di somministrazione. Ai fini TARI l’utenza è stata inserita nella categoria 8 “ALBERGHI SENZA RISTORANTI”. Dal 15.04.2025, a seguito di presentazione di regolare SCIA, l’impresa ha attivato il servizio di ristorazione rivolto sia agli ospiti che al pubblico. A seguito della modifica ai fini TARI l’impresa è passata dalla cat. 8 alla cat. 9 “ALBERGHI CON RISTORANTI”.

Considerando che le tariffe delle due categorie sono diverse (cat. 8 €/mq 1,85 – cat. 9 €/mq 3,21) la TARI per l’anno 2025 è decisamente aumentata. La società ci richiede una riduzione basata sul fatto che l’attività di ristorazione viene attivata solo per 3 giorni settimanali (venerdì, sabato e domenica). Si chiede se sia possibile applicare qualche tipo di agevolazione e in caso affermativo se tali disposizioni devono essere inserite nel regolamento comunale. Si chiede inoltre se l’eventuale copertura finanziaria debba essere garantita tramite apposite autorizzazioni di spesa.

RISPOSTA

Affinché l’attività possa usufruire di un’agevolazione è necessario che la stessa dimostri di svolgere un’attività stagionale, così come risulta dal SUAP. Nel caso di specie il contribuente sembra voglia richiedere un’agevolazione in quanto svolge l’attività di ristorazione solo per tre giorni settimanali. 

Innanzitutto, la norma non prevede agevolazioni di tal genere, inoltre come può essere certificato che svolge il servizio solo 3 giorni? Se nel corso dell’anno riceve ulteriori richieste di servizio, le rifiuta? Chi controlla? Inoltre, ogni qualvolta dovesse esercitare l’attività al di fuori dei giorni stabiliti, dovrebbe fare una comunicazione. In tal caso il Comune dovrebbe emettere un documento di riscossione, ma su quali basi normative? Si ritiene che nella fattispecie prospettata ciò non sia possibile.

Nel quesito viene altresì prospettata un’eventuale possibilità mediante modifica al regolamento comunale. In questo caso la fattispecie dovrebbe essere ben regolamentata sia sotto l’aspetto organizzativo che nei controlli; inoltre, ai sensi del comma 660 dell’art. 1 della legge 147/2013 il mancato gettito dovrà essere finanziato interamente dal Comune.  Si ritiene che tale soluzione potrebbe essere foriera di molte criticità; innanzitutto, si potrebbe creare un precedente alquanto insidioso, in quanto anche altri soggetti potrebbero invocare le medesime agevolazioni, inoltre dovrà essere creato un sistema di controllo ben definito che coinvolga anche al Polizia Locale, senza contare l’impatto economico sul bilancio del Comune.

Altro aspetto da valutare concerne il fatto che un eventuale beneficio regolamentare esula da qualsiasi aspetto sociale, ma riguarda un’attività imprenditoriale. In tal caso la fattispecie si configura come aiuto di Stato, con la conseguenza che il Comune dovrà istruire la pratica ed effettuare la registrazione sul RNA.

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